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Massimo De Carlo - Unico e ripetibile

2018, Invited competition, Triennale di Milano – IT

Lo spazio a pianta quadrata dell’Impluvium viene articolato da espositori a croce disposti secondo una griglia con ritmo irregolare. La sequenza di stanze risultante – ognuna delle quali ha una sua autonomia – viene moltiplicata visivamente attraverso l’uso di specchi a parete, suggerendo al visitatore l’infinita possibilità di iterazione, produzione e riproduzione delle opere in mostra.

La dimensione delle “stanze” varia in base alla dimensione delle opere: i grandi poster di AG Fronzoni saranno esposti in spazi più ampi rispetto agli arazzi di Alighiero Boetti. Il visitatore si muoverà dunque attraverso una sequenza di spazi e di opere solo apparentemente uguali tra loro.

L’ allestimento, costituito da pannelli metallici smontabili, rievoca da una parte il mondo degli allestimenti temporanei tipico delle fiere d’arte, dall’altra i sistemi di archiviazione per dipinti in uso nei musei e nelle pinacoteche.

 

Il sistema espositivo è costituito da un unico elemento con pianta ad L. Su ogni lato viene esposta una tipologia di opera differente. Questo elemento è modulare, interamente prefabbricato e riutilizzabile in altre configurazioni per allestimenti in spazi diversi dall’Impluvium della Triennale. Dall’accoppiamento di due elementi ad L nasce un totem con pianta a croce che definisce quattro ambiti. I lati del totem sono irregolari in modo da accogliere le diverse dimensioni delle opere in mostra. Se i poster di AG Fronzoni verranno esposti sui lati lunghi, gli arazzi di Alighiero Boetti saranno posizionati sui lati corti. Le ceramiche di Weimar saranno posizionate nei restanti due settori, sfruttando le superfici verticali per l’esposizione dei piatti ed una mensola triangolare su cui appoggiare pezzi tridimensionali quali brocche o vasi.

Riteniamo che le opere, essendo dei multipli o quantomeno appartenenti a serie, debbano essere presentate al visitatore senza mediazione – quasi come oggetti d’uso – privi dunque di cornice o teche. Per quanto riguarda i poster il supporto metallico permetterà l’installazione tramite calamite. La lamiera forata permette inoltre il fissaggio delle opere e delle mensole in qualsiasi punto senza compromettere il supporto e può dunque essere riutilizzata facilmente per allestimenti diversi.

 

Gli specchi a parete oltre a costruire una relazione con il tema del doppio e del multiplo – intrinseco nei poster e nelle ceramiche, esplicito nell’opera di Alighiero Boetti – modificano la percezione dell’Impluvium come di uno spazio finito e concluso in se stesso. Del resto lo spazio originariamente progettato da Giovanni Muzio era caratterizzato da aperture sui quattro lati: non una semplice stanza, ma uno spazio centrale all’interno del percorso di visita. L’allestimento riecheggia questa qualità perduta dello spazio. L’altezza degli specchi sarà di 226cm, come i totem espositivi.

 

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